Dacia Maraini dedica a Filmar la poesia
"Il Fiore del Cotone"

 

Il fiore del cotone, nella sua umiltà caprina,
nella sua morbidezza di nuvola gentile
si apre ai nostri sensi sorpresi
con l’allegria di una farfalla tra cavoli maturi.
Il cotone si sveglia, sorride, ammicca.
Il cotone vola e si posa sulle nostre mani nude
in forma di filo sottile, attorcigliato,
in forma di delicata serpe mattutina.
Quel cotone bianchissimo che porta beneficio
freschezza e lievità alla pelle
si compiace della sua estrema utilità.
Ma il fiore del cotone non ricorda
la fatica che è costata
alle raccoglitrici curvate sulle piante,
alle mani rovinate delle ragazze da marito.
Il fiore del cotone non ricorda
i tanti schiavi africani
che hanno viaggiato
stipati, incatenati e malnutriti
sulle navi negriere
dal Portogallo all’America
per raccogliere la sua lanugine.
Il fiore del cotone non sa
ma sorride oggi
ridotto a filo e poi trasformato in tela
dipinto di blu e di rosso
in forma di tenda mossa dal vento
appesa a una finestra di una casa del Cairo
dove un padre culla il suo bambino
e una giovane madre legge un libro di storia.


Dacia Maraini
per Filmar

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